“Avevo fame…”

Aiutare lasciandoci aiutare…
è questa, in forma molto sintetica, la modalità con cui cerchiamo di svolgere il piccolo servizio di vicinanza ad alcune famiglie che faticano ad essere economicamente autosufficienti e a quanti vengono a bussare alla nostra porta chiedendo un aiuto.

Alcune parole chiavi ci guidano nel servizio: Persona, Ascolto, Sinergia.

Al principio di tutto c’è, però, la Parola“perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35).

Nell’incontro con queste persone cerchiamo di vivere l’incontro con la persona di Gesù non focalizzandoci solo sul bisogno, ma vedendo in esso uno strumento per incontrare il fratello e porci in ascolto.

Non è facile aprirsi e non è semplice essere capaci di ascolto, mettendo da parte i propri preconcetti e cercando di dare spazio a chi hai di fronte. Quello che cerchiamo di fare è entrare in relazione, conoscere e lasciarci conoscere: abbattere certi muri costa tempo, pazienza, fatica, comprensione, perseveranza, chiede fiducia… e, più di tutto, chiede umanità!

Un’altra parola chiave è Sinergia (operare insieme): il servizio non appartiene al singolo frate che lo svolge, ma è da vivere in modo fraterno e comunitario. Tutti i frati della comunità conoscono le persone che settimanalmente si rivolgono a noi e ciò che noi offriamo loro è quanto la comunità dei fedeli ha donato per chi è nel bisogno; ecco perché scriviamo “aiutare lasciandoci aiutare”. Quanto viene distribuito è frutto della generosità delle persone che frequentano il convento, le quali periodicamente si fanno provvidenza concreta sia per i frati che per quanti chiedono aiuto, è frutto, anche, di una collaborazione con gli altri enti caritativi come la Caritas diocesana, Casa San Simone, le ACLI di Mantova e di alcuni nostri conventi nelle vicinanze. Come papa Francesco ci ha ricordato nella preghiera del 27 marzo 2020 da una Piazza San Pietro vuota, “nessuno si salva da solo”.

Ciò che per molti è la normalità, come fare la spesa – permettendosi di comprare dell’olio d’oliva, uno shampoo di qualità, del latte, dei vestiti o delle lenzuola -, pagare le bollette e il mutuo, per altri è un’impresa. Lo stesso vale per le relazioni: non è scontato avere un amico con cui confidarsi.

Nel nostro servizio non pretendiamo di stravolgere la vita di queste persone, il desiderio è di farle sentire meno sole, anche nell’affrontare le difficoltà quotidiane.

“E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle” (Mt 5, 41-42).

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